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Tra FIEG vs. Google mi schiero sempre in difesa della Rete

di Codice binario (28/08/2009 - 14:54)

La mia risulterà una voce fuori dal coro ma condivido la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato presa nei confronti di Google Italia s.r.l. I miei motivi non sono legati a condizioni economiche legate alla pubblicità, a risarcimenti economici che potrebbero essere più o meno motivati, ma semplicemente alla trasparenza che un mezzo così diffuso come Google debba garantire.

Mi spiego.

La ricorrente “denuncia che Google News aggrega i contenuti giornalistici di una molteplicità di editori secondo criteri non pubblici”, inoltre lamenta che “le pratiche tecnologiche con cui Google forma i propri indici (ranking) dei contenuti riportati su Google News Italia e i propri indici di risposta alle queries degli utenti non sono trasparenti. In particolare, Google determina la presenza ed il posizionamento degli articoli riportati sul portale Google News Italia determinando unilateralmente la visibilità degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro”.

Ritengo che questi due motivi di doglianza siano motivati in quanto pongono evidenti limitazioni all’uso della Rete, oltre a latenti sistemi censori.

Google è gia nota per una vicenda simile, ricorderete il caso del gennaio 2007 quando la società americana smise di indicizzare Uruknet.info come fonte informativa dall’Iraq, per poi riammetterla per le numerosissime proteste che giunsero da tutto il mondo.

Ho sempre difeso la trasparenza della Rete che non può essere ceduta in cambio di una mail gratuita, per un sistema di indicizzazione o per dei dati di traffico, credo che il business può esser fatto in modo etico senza creare pericoli di conoscenza per gli utenti.

Con Google nulla è offerto gratuitamente, la mail ad esempio la paghiamo con i nostri dati personali, le statistiche dei nostri siti le paghiamo inserendo dei codici che non sappiamo sino in fondo cosa permettono di monitorare ed è preoccupante, nel contesto odierno, che un editore abbia nei confronti di Google News solo due opzioni: o consentire al motore di ricerca Google di accedere liberamente al proprio sito e di raccogliere ed utilizzare i dati ad esso relativi anche per finalità di raccolta pubblicitaria, oppure vietare l’accesso al proprio sito ai sistemi automatizzati di Google, così escludendosi non solo da Google News ma anche dalla consultazione effettuata da tutti coloro che utilizzano detto motore di ricerca.

In questo momento storico Google mantiene di fatto una posizione dominante sui servizi di indicizzazione, attendo con ansia l'avvio ufficiale di BING della Microsoft, (www.bing.com) con il quale certamente si andranno a ristabilire gli equilibri considerato che per nuove aziende questo mercato è ormai diventato inaccessibile.

Personalmente auspico che nelle more dell’istruttoria avviata nei confronti di Google Italia srl, la stessa società ponga in essere soluzioni tecnologiche più trasparenti che certamente non le andranno a ledere il mercato, anzi lo rafforzeranno andando a migliorare il rapporto di fiducia con gli utenti-consumatori.

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L'Antitrust avvia una procedura su Google Italia

di Codice binario (27/08/2009 - 14:06)

Il 19 agosto 2009 sul blog di Luca De Biase, il Presidente di Assodigitale Michele Ficara Manganelli invitava a considerare un aspetto molto importante sull'editoria on line, ovvero il ruolo degli aggregatori di notizie, Google in testa ed il loro potere informativo, a volte poco trasparente, in quanto non sono noti i  meccanismi di ranking per i quali si danno più o meno visibilità alle notizie ed alle testate giornalistiche, orientando di fatto il traffico dei lettori.

Oggi alle 12,03 l'ANSA batte questa notizia: ANTITRUST: AVVIA ISTRUTTORIA SU GOOGLE ITALIA
ROMA - L'Antitrust, su segnalazione della Fieg, ha avviato un'istruttoria nei confronti di Google Italia per possibile abuso di posizione dominante. Secondo la Federazione degli editori, nella gestione del servizio Google News Italia, "Google impedirebbe agli editori di scegliere liberamente le modalità con cui consentire l'utilizzo delle notizie pubblicate sui propri siti internet. I siti editoriali che non vogliono apparire su Google News verrebbero infatti automaticamente esclusi anche dal motore di ricerca Google". Il Garante intravedrebbe inoltre "possibili effettivi distorsivi sul mercato della raccolta pubblicitaria on line". (fonte ansa.it)


L'argomento seppur strettamente legato alla raccolta della pubblicità on line pone serie valutazioni su come vengano raccolte le informazioni da Google, su come vengono veicolate agli utenti della Rete e, a mio modo di vedere, sul pericolo che eventuali informazioni vengano "estromesse in modo mirato"
Certo che il prossimo autunno si profila molto caldo per la gestione della Rete sempre contesa tra libertà, censura ed interessi economici.

Chi ci salverà?
Bing.com?

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Blogger e tutela dei diritti delle persone

di Codice binario (20/08/2009 - 20:56)

Leggo e riporto uno stralcio da Corriere.it

NEW YORK-
La mano lunga della giustizia arriva anche su internet. La modella canadese Liskula Cohen ha vinto una battaglia legale negli Stati Uniti per sapere l'identita di un internauta che aveva aperto un blog solo per insultarla. «Psicotica e bugiarda», oppure «scorfano» e «donna dai facili costumi». E molto altro ancora tutto sulle pagine web.

IL CASO- Il giudice di Manhattan Joan Maden ha dato ragione alla top di Vogue di 36 anni e ha ordinato a Google che ospita il dominio del blog di dare le informazioni necessarie per intentare la causa per diffamazione. Ed ecco che l'anonimo verrà smascherato. Non è servito a nulla l'obiezione che «i blog sono dei moderno forum per esprimere opinioni del tutto personali». Già perché quando si parla di diffamazione è troppo anche per internet. «Non vediamo l'ora di sapere chi è questo codardo», ha spiegato l'avvocato Steven Wagner. Secondo un primo accertamento si tratterebbe di una conoscente della modella, forse ossessionata dalla sua bellezza.

Mi sembra che la decisione del magistrato sia condivisibile e in Italia....

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I due volti di Internet

di Codice binario (16/08/2009 - 19:23)

Internet ha due volti: il primo è fatto da persone che rispettano la risorsa tecnologica, di conseguenza i fruitori della stessa, il secondo è composto da coloro che senza alcun rispetto pubblicano informazioni false, diffamanti o pericolose tanto c'è la libertà di espressione che salva tutti.

Internet raccoglie, alla pari, ogni pensiero e non deve spaventare se coesistono gruppi su facebook che idealizzano la "carne alla griglia" a gruppi che sollecitano maggior attenzione verso soluzioni che possano ridurre la fame nel mondo...questo è Internet.

I prossimi mesi saranno fondamentali per definire in Italia un nuovo assetto per la Rete, un confronto tra chi vuole regole che tutelino i fruitori e la stessa risorsa e chi invece ritiene che l'assetto attuale sia il migliore da perseguire. Vedremo.....




 

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Lettera al Sig. Beppe Grillo in risposta all'articolo "La querela contro la Rete" ed in difesa di Internet

di Codice binario (10/08/2009 - 09:50)

Egregio Sig. Grillo,
non metto in dubbio che Lei sia spinto da buoni propositi, tuttavia il metodo operativo che Lei persegue mi lascia perplesso.

Ognuno ha la sua idea sulla Rete, io mi permetto di affermare di esserci entrato molti anni prima di Lei e di averla studiata sotto ogni profilo sia giuridico che sociale, a differenza di chi semplicemente la utilizza.

Premesso questo, caro Sig. Grillo, mi sembra che le sfuggano sia i principi costituzionali alla base dell'avvocatura sia quelli alla base delle più elementari norme deontologiche forensi.

L'aspetto che più mi indigna nella Sua lettera è l'affermare testualmente: "Chiedo a tutti gli avvocati che mi leggono che vogliono difendere gratuitamente i blogger di inviarmi i loro riferimenti. Li inserirò in una lista sul blog. Per i casi più complessi metterò a disposizione i miei avvocati, che ormai vantano una certa esperienza."

Chi giudica, quando inizia e termina, la competenza del professionista forense? Lei Sig. Grillo?

Il codice deontologico forense impone al canone 12 il "Dovere di competenza" ovvero "L’avvocato non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza".

Questo basta per affermare che chiunque, (spero nessuno) accetti di aderire al suo elenco saprà portare a termine l'incarico qualunque sia la modalità della "querela", senza successivamente passarlo ad uno dei Suoi legali.

Lei, certamente è in buona fede, ma svilisce il senso della Rete, crea false aspettative negli operatori e soprattutto danneggia quel senso di responsabilità nato con la condivisione positiva dei saperi.

Il principio giuridico alla base del diritto alla tutela della propria "reputazione" è direttamente proporzionato alla libera manifestazione del pensiero che deve tener conto di quel valore sociale costituito dalla onorabilità di ciascun individuo.
Gli istituti giuridici che Lei tanto banalizza tutelano la libertà della persona affinchè non venga lesa o messa in pericolo da colui, che sulla base di presupposti falsi ed erronei, pone in essere azioni lesive e in qualche modo disonoranti.

Lasci stare materie che non sono di sua competenza, mi faccia un regalo: "resti l'artista che mi fa ridere durante i suoi spettacoli, mi diverte molto e credo che non abbia pari tra i comici italiani.

La ringrazio di cuore.
Massimo Melica
Avvocato cassazionista
Foro di Milano

Qui l'articolo:
http://www.beppegrillo.it/2009/08/la_querela_per.html#comments

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